Non so cosa mangino le altre foodblogger nel quotidiano. Molte hanno l'occasione di cucinare per morosi/mariti oppure altri familiari o amici. Io no. Già a casa cucinavo raramente per mamma. Ora qui non ho proprio nessuno per cui cucinare (se non in rare occasioni purtroppo). E quindi i miei pasti sono davvero supersemplici. No, niente pasta al pomodoro (ho ancora da finire la confezione di pasta acquistata il 30 agosto -_- ). Magari uso ingredienti poco consueti nella casa dell'homo sapiens comune, ma poi li cucino in maniera easy-peasy. Cereale + verdura a pranzo, verdura + legume a cena. Spezie ed erbe aromatiche a volontà. Niente cotture strambe o lunghe e laboriose.
Vado a far la spesa, programmo i pasti, riempio il frigo e via. La verità? Avrei tantissima voglia di cucinare qualcosa di complesso e sorprendente. Ma come? E per chi? Beh, da febbraio potrò ricominciare. Intanto qui posso godermi molte altre cose. E in fondo, anche la semplicità, non è mica male.
Pranzo a base di verdure spadellate (topinambur, pastinache, carote e cavoletti di bruxelles, niente aromi né spezie)
Fine pasto a base di tisana Yogitea e cioccolata dolcificata con stevia (di cui vi avevo parlato nel post su Bruxelles)

Cara...
RispondiEliminaIo pure da un anno cucino praticamente solo per me e lo trovo comunque un grande gesto d'amore!
Poi a volte l'we qualcosa per la famiglia.Durante la settimana esco se sono con amici:)
Mi manca il temo per organizzare cene purtroppo ma, lo farò.
Sempicità non vuol dire tristezza, se guardi il mio blog è tutto incredibilmente semplice.Ed io nella semplicità ci trovo la gioia più grande.
Il mio maestro di yoga anni fa mi disse "Simplify your life", piccola grande verità!
Un abbraccio
Ciao Valentina, semplice è una patata, per molti, un tompinambur è tutt'altro che semplice e la tua ricetta anche per la totale assenza di aromi è originale! ;)
RispondiEliminaMi piace molto.
Valentina